Allo scopo di monitorare la presenza nelle Grotte di Castellana (BA) dell’Italodytes stammeri, designato dalla Società Speleologica Italiana animale di grotta dell’anno, lo scorso 13 marzo il sito carsico castellanese è stato protagonista di un’ispezione che ha interessato i rami non aperti al pubblico.

Ad effettuare la prima di una serie di discese programmate per la ripresa delle indagini biospeleologiche nei rami laterali delle Grotte di Castellana, che ha consentito di controllare la presenza dell’insetto e lo stato dei siti di monitoraggio nonché di rinnovare le esche di materiale organico, sono stati il dott. Ferdinando Didonna, responsabile per la SSI del progetto animali in grotta, il dott. Giovanni Ragone, speleologo esperto in monitoraggio e biologia del Gruppo Puglia Grotte, e il dott. Salvatore Inguscio, bio-speleologo esperto su comportamento e biologia dell’insetto e monitoraggio biologico in grotta, accompagnati da alcuni speleologi del Gruppo Puglia Grotte.

L’importante attività di monitoraggio rientra nelle iniziative dell’Anno Internazionale delle Grotte e del Carsismo promosso dall’Unione Internazionale di Speleologia, che ha lo scopo di richiamare l’attenzione sulla protezione delle grotte, dei paesaggi carsici e dei loro diversi fenomeni, definendo una serie di campagne di azione e comunicazione, fra le quali anche la selezione di “Animale di grotte dall’anno”, che ha visto ogni Paese membro identificare una specie particolarmente rappresentativa del suo territorio.

Esemplare di Italodytes stammeri (foto E. Lana)

Per l’Italia, la Società Speleologica Italiana ha designato proprio il Coleottero cavernicolo Italodytes stammeri, un insetto endemico della Puglia centro-meridionale e della Basilicata orientale, le cui dimensioni medie sono comprese tra 4,5 e 4,7 mm, che venne scoperto dal prof. Hans Jürgen Stammer (1899–1968), zoologo e professore all’Università di Breslavia, nel 1937. In quell’anno Stammer condusse una campagna di ricerche in Italia che interessò anche la Puglia. Le sue indagini, che si possono considerare come la prima vera campagna di ricerca sistematica biospeleologica in questa regione, portarono alla scoperta di ben 4 specie troglofile e 10 specie troglobie. Tra queste ultime, appunto, l’Italodytes stammeri. Alla prima discesa, seguiranno altre fasi di monitoraggio. Ulteriori informazioni sulle Grotte di Castellana sono disponibili sui canali social ufficiali e sul sito www.grottedicastellana.it.

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