“Tanto tuonò che piovve”: come preannunciato nelle scorse settimane, il consigliere e capogruppo della lista “Putignano Bene Comune” Gianluca Miano ha rotto con la maggioranza di governo, guidata da Luciana Laera, e si è dichiarato indipendente in consiglio comunale, all’inizio della seduta odierna. Dimissioni annunciate dai non facili rapporti di Miano con l’attuale sindaca della città che si sono fatti più tesi, allorquando è stata necessaria una verifica di maggioranza, che – a detta di Miano – non ha sortito gli effetti sperati e una più pacifica riconciliazione. Parole nette sugli obiettivi dell’amministrazione, sui programmi ed anche sull’appoggio politico alle regionali al fianco di Michele Emiliano, che il consigliere non ha digerito. Riportiamo di seguito il testo del suo intervento:

Buongiorno Presidente, Sindaco, Consiglieri tutti,
comunico che questa mattina ho protocollato le mie dimissioni dalla funzione di capogruppo nonché la mia uscita dal gruppo consiliare “Putignano Bene Comune”, dichiarando, così, ufficialmente, la mia indipendenza in Consiglio Comunale, riservandomi in questa sede di esprimere le motivazioni.
Una decisone sofferta …ma necessaria …che restituisce serenità e coerenza al mio percorso politico. Tuttavia, si rende doverosa una spiegazione soprattutto ai Putignanesi che dandomi fiducia, mi hanno permesso di essere eletto in consiglio.
All’inizio di questo percorso, la fiducia a Lei, sig. Sindaco, è stata accordata comunque e sempre …senza riserve …aiutandola a vincere al fotofinish.
Le motivazioni erano forti …un Primo cittadino DONNA che potesse portare una nuova sensibilità in politica …un nuovo metodo di lavoro che aiutasse a costruire un PAESE A MISURA DI CITTADINO.
Ma la realtà delle cose purtroppo si sono rivelate subito diverse da quanto avevo immaginato! A ben guardare, proprio quell’elemento di forte critica ai PARTITI TRADIZIONALI, che sembrava essere il vero ostacolo ad un radicale riformismo, si è rivelato, invece, l’elemento mancante che ha reso l’attuale centro di potere AUTARCHICO ed AUTOREFERENZIALE … ALLERGICO ad ogni pensiero debole di natura critica.
Anche se con qualche riserva, ero comunque curioso all’idea di un progetto CIVICO che non fosse solo un cartello elettorale!
E’ interessante ricordare alcune parole che Lei, sig. Sindaco, ha pronunciato in piena campagna elettorale. Quanto leggerò è severamente documentato dalle dirette dei social con video che rimangono a futura memoria!
In quel particolare discorso Lei chiedeva la FIDUCIA dei cittadini sulla base di due principi che amo in particolar modo: partecipazione diretta dei Putignanesi nelle decisioni amministrative e sussidiarietà nella realizzazione degli obbiettivi.
L’abilità di quel discorso, sa sig. Sindaco, risiede proprio nella capacità di teorizzare dei concetti ed accompagnarli con esempi estremamente concreti. Riprendo le SUE PAROLE, perché rende meglio la critica politica che oggi le rivolgo nonché la scelta di dichiararmi indipendente.
Sarebbe stato più semplice per me analizzare il programma elettorale ed evidenziare le diverse mancanze …ma non è qui il vero punto …mentre le cose da realizzare dipendono dal tempo e dal bilancio, il cambiamento culturale, tanto auspicato ed osannato, andava da subito cantierizzato …ERA LA PRIMA VERA SFIDA DI QUESTA MAGGIORANZA!
A dirlo con le sue parole: “…la prima opera pubblica è quella della comunità…” …. musica per le mie orecchie …come avevo cercato di fare nei cinque anni precedenti …infatti, avevo provato in tutti i modi a declinare questi principi in quella che fu definita “PUTIGNANO SOCIALE”.
Allora, catapultiamoci in Piazza XX Settembre …era il 17 maggio 2019, ore 19:57 di una fredda primavera, lei sig. Sindaco, così si esprimeva: “dobbiamo creare quelle condizioni che permetteranno a Putignano di esprimere tutte le potenzialità che Putignano ha …e che una amministrazione fatta di partiti e logiche diverse non ha per nulla intercettato …nel frattempo che si era nel palazzo c’era una Putignano che già era in movimento …ed io questo l’ho imparato soltanto adesso …io voglio entrare a Putignano io voglio entrare nei problemi di Putignano… oggi riscopriamo che il centro storico rinasce ….abbiamo un centro storico bellissimo …oggi vogliamo ripartire di lì …chiederò a tutta la comunità di partecipare …e quando avremo CONTRATTATO …CONCERTATO …ed avremo condiviso con quella comunità delle visioni [arriveremo ad un regolamento condiviso]. Ma non è solo il contro storico …la prima opera pubblica è quello della comunità …dobbiamo imparare ad essere più comunità …un’amministrazione che ha bisogno di non staccare mai quel filo diretto con i cittadini per non essere autoreferenziali; per non dire …no l’ho fatto io …io voglio fare quello …no …no …no! QUI SI FA QUELLO CHE I CITTADINI CI CHIAMANO A FARE abbiamo scelto di non avere un elettorato di partito che molto spesso vota con la pancia e non con la testa …noi vogliamo dare conto ai cittadini. Mi prendo una responsabilità grande …è più facile fare politica nel chiuso di una stanza …la nostra sfida è quello di consegnare ai giovani un modello di amministrazione che funziona …un modello di politica bella …e la si può fare nella semplicità delle azioni che guarda soltanto la propria comunità NON COME MEZZO MA COME FINE e guarda la bellezza del territorio che vuole valorizzare …quello che davvero muove un’amministrazione sono le persone che mettono a disposizione le proprie relazioni personali …ottenere i finanziamenti non vuol dire seguire un partito …ma i finanziamenti sono lì, basta andare a prenderli …non abbiamo bisogno di bandiere, di etichette… bisogna rimboccarsi le maniche …in questa campagna elettorale sfileranno i padrini dei diversi candidati sindaci che promettono vicinanza …peccato che in tutti questi anni Putignano non è cambiata …noi l’abbiamo pensata così anche come generazione dei quarant’enni e cinquant’enni che si impegna anche senza competenza …io ho fatto fino adesso l’assessore ai lavori pubblici ma faccio l‘avvocato …non avevo idea di come si leggesse una piantina, mi sono messa e mi sono fatta spiegare ed ho capito delle cose e poi sono arrivati i finanziamenti e sono arrivati le cantierizzazioni importanti …il ponte di via Conversano, perché ho capito come si fa ed ho avviato il progetto …cosa più importante e la volontà di farle e soprattutto far diventare Putignano un paese sicuro, come nel caso specifico del ponte, …possa essere bello, come nel caso dell’arredo urbano che state vedendo in questi giorni ….quindi per poter cambiare il passo, anche della politica, abbiamo bisogno della VOSTRA FIDUCIA …”
Sindaco complimenti! Al di là della forma del discorso (ndr. parlava a braccio!)…indica un chiaro metodo ed indica dei problemi concreti e possibili soluzioni. Parla di tavoli di concertazione, di dare voce ai cittadini, della comunità come prima opera pubblica, del centro storico come primo problema da risolvere e come luogo di rilancio, dell’impegno degli amministratori senza competenze (in realtà questo concetto delle competenze mi piace meno, perché per amministrare ce bisogno della competenza e della meritocrazia), dei partiti che sono un ostacolo, dei finanziamenti esterni che è possibile raggiungere senza alcuna etichetta e così via …insomma sembrava stesse dando forma all’articolo 118 della Costituzione … si parla esplicitamente di sussidiarietà, rinviando ai corpi intermedi della società il compito di intervenire fin dalla fase di coprogettazione, nella soluzione dei problemi e della cogestione degli stessi.
Tuttavia, non si erano spenti gli echi della vittoria conquistata sul filo, che i primi provvedimenti venivano da Lei presi in piena ed assoluta solitudine, rivendicando in maniera autarchica la scelta della giunta e lasciando il consiglio senza alcuna rappresentatività, con incarichi dati agli “amici più stretti” ed un impegno amministrativo sempre più nel solco della continuità con la vecchia amministrazione.
Siamo quasi a due anni dalla rivoluzione civica …ma di civico abbiamo solo (ahimè) i pannelli pubblicitari che oggi adornano Piazza Aldo Moro.
Ma aldilà della trovata pubblicitaria …a che punto siamo con la prima opera pubblica …quella che il Sindaco ha definito costruzione della comunità? Abbiamo già staccato quel filo diretto con i cittadini? Stiamo condividendo le decisioni? Abbiamo avviato processi virtuosi con modelli di governance urbana? Le consulte cittadine sono attive? Ad esempio, è da tempo che chiedo l’attivazione del comitato delle pari opportunità, un regolamento nuovo e fermo da tempo.
Ma per andare ancora sul concreto: a che punto è il processo di semplificazione amministrativa? Perché un cittadino putignanese ha dovuto ripresentare più volte una pratica edilizia solo perché gli uffici hanno perso la documentazione, nonostante avesse pagato i diritti di segreteria? Perché, i cittadini si devono rivolgere agli amministratori per essere aiutati a conferire con i dirigenti che si negano di rispondere? Perché ancora oggi non si è arrivati ad un regolamento per il centro storico? Perché non si dà il via ad una cabina di regia con esperti ed associazioni che provino a sviluppare una programmazione integrata fra cultura e turismo? La gestione del teatro sarà davvero di comunità? Sarà salvaguardato l’enorme patrimonio del teatro amatoriale putignanese? Il distretto del commercio a che punto? Il Carnevale avrà mai una nuova forma gestionale …avrà mai un bilancio trasparente e partecipato? Il Carnevale avrà innovazioni importanti che vadano oltre l’aver eliminato le transenne durante le sfilate? Ancora …abbiamo un’urgenza di ripensare al welfare in un tempo flagellato dal Coronavirus, un’edilizia bloccata, politiche abitative inesistenti, progetti di inserimento lavorativo di persone svantaggiate cancellate, opere pubbliche nel solco di vecchie iniziative. Una tassazione da rivedere. Ho proposto senza successo un irpef più equa, costruita su fasce progressive. Potrei continuare! I problemi sono tanti …e le risposte?
Mi si potrebbe obbiettare: “lei consigliere la fa facile? Lancia domande e temi da sviluppare …ma quali la soluzione? E poi cosa significa avere visione”
Il mio dichiararmi indipendente risiede proprio in queste domande. I singoli problemi vanno affrontati con programmazione e metodo con una agenda politica fatta di priorità. Non è mai un problema di merito.
Se una amministrazione, ed il Sindaco in primis, non avviano spazi di concertazione, di procedure trasparenti e di scelte condivise con esperti nel settore, le soluzioni verranno affidate ai soliti noti che in maniera autoreferenziale daranno soluzioni non tarate ai bisogni della gente.
Provo a fare degli esempi concreti:

  • Recentemente abbiamo appreso che una associazione di Putignano, grazie all’utilizzazione di fondi europei, cerca di realizzare un progetto con lo scopo di “giungere ad un Patto di collaborazione di Comunità e di quartiere per la regolamentazione della vita sociale, culturale ed economica” DEL CENTRO STORICO.
    Occasione importante con obiettivi e finalità, improntata al principio della partecipazione “dal basso” ovvero al coinvolgimento diretto di tutti i soggetti interessati, per risolvere insieme i disagi e problemi legati alla sicurezza (sempre più diffuso il consumo e lo spaccio della droga), dell’igiene (guano dei colombi, presenza di rifiuti di diverso genere), della regolamentazione degli orari di chiusura degli esercizi commerciali e del traffico limitato, del rispetto della quiete pubblica e del riposo dei residenti, installazione di telecamere, la presenza di un vigile urbano di quartiere etc. Nonostante ciò, l’amministrazione recepisce con freddezza l’iniziativa restando addirittura fuori dalla cabina di regia e le associazioni più rappresentative del centro storico, non avendo chiaro il progetto e le finalità, se ne sono tirate fuori.
    L’amministrazione deve governare questi processi …non può delegare e non si può sfilare dalla cabina di regia. Ma per avere la FIDUCIA delle associazioni devi necessariamente essere amministrazione GIUSTA e TRASPARENTE. Se davvero apri un confronto schietto si arriva a soluzioni condivise nel solco di proposte concrete e necessarie.
    A mio avviso, QUESTO SIGNIFICA AVERE UN METODO CIVICO.
  • Altro esempio? Piazza Moro. Si spendono migliaia di euro per mettere in sicurezza la piazza ed allestirla con pannelli celebrativi, senza porsi il problema di cosa farne in futuro per ottenere luoghi belli e funzionali.
    QUESTO SIGNIFICA AVERE UNA VISIONE.
    Infine, vorrei affrontare il tema: PARTITI TRADIZIONALI.
    Lei, Sig. Sindaco, nel famoso discorso di cui sopra, affermava a gran voce di non aveva bisogno dei PARTITI i quali non sono utile nemmeno per attingere ai finanziamenti extra comunali …bastando, in tal senso, l’impegno stacanovista dell’assessore.
    INSOMMA, SIG. SINDACO HA PROMESSO UN’ESPERIENZA CIVICA CHE NON AVREBBE AVUTO CONTAMINAZIONI DEI PARTITI TRADIZIONALI.
    Nonostante tali affermazioni coraggiose, durante la recente campagna elettorale regionale Lei ha avuto uno SLANCIO DI COERENZA schierandosi con Michele Emiliano, che tanto ha osteggiato il nostro Ospedale, ed Antonio Decaro, facendo, così, un’opzione di opportunità …ben consapevole che in Regione sono necessari agganci politici e non come lei affermato:” ottenere i finanziamenti non vuol dire seguire un partito …ma i finanziamenti sono lì, basta andare a prenderli …non abbiamo bisogno di bandiere, di etichette…”.
    Ha fatto una scelta chiara verso un PARTITO TRADIZIONALE depotenziando di fatto il progetto civico avviato.
    Ciò premesso, oggi mi dichiaro indipendente MARCANDO la distanza!
    Quanto oggi ho espresso non è una novità!
    La mia non sarà una opposizione ideologica …se i consiglieri di maggioranza – che stimo – riusciranno ad affrancarsi e si renderanno promotori di iniziative partecipate e condivise non farò mancare il mio voto ed il mio appoggio.
    Cercherò di interpretare questo ruolo rivolgendomi alla base, ai tanti giovani e meno giovani che “lavorano, producono, studiano e faticano” ed hanno voglia di mettersi in gioco invitandoli a partecipare alla vita pubblica …lavorando per un’area moderata che possa aiutare a sviluppare processi virtuosi dal basso con tavoli tematici proiettati al futuro.
    Spero di aver chiarito la mia posizione.
    Grazie per avermi ascoltato.
    In bocca a lupo a tutti!

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