TALOS FESTIVAL Domenica 15 settembre l'ultima giornata

Sabato 14 Settembre 2013 15:35 amministratore
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TALOS FESTIVAL
La manifestazione diretta dal trombettista ruvese Pino Minafra chiude a ritmo frenetico. A dare l'arrivederci al 2014 saranno Ezmer Izmailov e la super Band of Gypsies formata dalla Kocani Orchestar e dal Taraf de Haidouks

 

Dopo undici giorni di concerti, produzioni originali, mostre e masterclass che coinvolto oltre 200 musicisti e artisti si conclude a Ruvo di Puglia, in provincia di Bari, il Talos Festival diretto dal trombettista e compositore Pino Minafra. 

Domenica 15 settembre l'ultima giornata parte alle 10.00 presso il Chiostro dell'ex Convento dei Domenicani con il secondo convegno sul tema “La Banda, un patrimonio da salvare”: un incontro tra musicisti, istituzioni pubbliche e addetti ai lavori per provare a tracciare soluzioni e programmi per salvaguardare e promuovere questo importante patrimonio musicale del sud Italia. Interverranno Vito Nicola Ottombrini (Sindaco di Ruvo), Pasquale De Palo (Assessore alla Cultura Ruvo), Enzo Marzionne (Promotore della legge regionale sulle bande), Domenico Zizzi (Presidente FEBAPU, Federazione Bande Pugliesi), Silvia Godelli (Assessore al Mediterraneo, Cultura e Turismo della Regione Puglia), Angelo Schirinzi (Direttore Banda Ligonzo e Festival Banda Larga), Gianpolo Schiavo (Commissario del Conservatorio Piccinni di Bari), Pino Minafra (musicista, direttore artistico Talos Festival).

Non poteva che chiamarsi "In vino musicas" il solo del fisarmonicista Vince Abbracciante alla Cantina Crifo (ore 17 - ingresso gratuito). Un appuntamento ormai fisso per celebrare il vino del territorio ruvese accompagnando la degustazione con la performance di un musicista sempre più apprezzato in Italia e all'estero. Abbracciante ha ottenuto negli anni molti successi, vincendo prestigiosi riconoscimenti sia come fisarmonicista sia come compositore. Il grande Richard Galliano, parlando di giovani musicisti, in un'intervista pubblicata dal magazine Jazzman, ha detto: «Chi più mi ha impressionato è un giovane italiano, originario della Puglia: si chiama Vincenzo Abbracciante. In ogni brano mi ha imbarcato in una storia e commosso».

Alle 18 si torna ai Domenicani con il saggio finale della “Talos Master Band” con Giancarlo Schiaffini e gli studenti della sua masterclass "L'improvvisazione non s'improvvisa". Colonna portante della Banda, e quindi del tema del Talos, sono oltre ai clarinetti gli ottoni. Ma qual è la chiave esplorativa attuale a livello di musica improvvisata che gli ottoni e gli altri strumenti possono avere? Il maestro Schiaffini proverà a fornire una chiave di lettura su questo tema, esibendosi  con i suoi allievi.

Dalle 20.00 (ingresso 10 euro) Piazzetta Le Monache sarà invasa dai canti rom accompagnati da violini, cymbalon, contrabbasso e fisarmonica dei Taraf De Haidouks: una musica selvaggia e spontanea che rimanda agli antichi banditi della Romania feudale e al senso di libertà e giustizia sociale di un popolo di fronte alle ingenuità del signore. In Europa, solo qualche luogo privilegiato nasconde una musica come quella che i Lautari suonano a Clejani, un piccolo villaggio in Romania. Prima conosciuto come il Taraf di Clejani, il Taraf di Haidouks è stato così ribattezzato in omaggio agli antichi banditi della Romania feudale, gli Haidouks. Al di là delle influenze bulgare, turche e slave, le antiche ballate del Taraf de Haidouks sono tramandate di padre in figlio. Nella composizione odierna del taraf (termine arabo che designa un ensemble vocale o strumentale a geometria variabile), sono presenti tutte le generazioni, e le tradizionali arie evolvono continuamente, trasformate dal desiderio di innovazione dei più giovani. Quello che fortemente colpisce è il legame, l’interazione sempre viva tra vecchi e giovani, così che sul palco il gruppo si scompone e ricompone in piccole formazioni miste. Il Taraf de Haidouks ha inciso quattro album per l'etichetta belga Crammed, ha partecipato ai più prestigiosi festival internazionali in Francia, Inghilterra, Giappone, Usa, Canada, Germania, Italia, Brasile, e conta tra propri fan artisti del calibro di Johnny Depp e David Harringthon del Kronos Quartet.

A seguire, prima del gran finale, sarà la volta del chitarrista uzbeco Enver Izmailov, considerato uno dei massimi esponenti del tapping, una tecnica che permette di suonare allo stesso tempo melodia, armonia e ritmo e che il musicista ha sviluppato contemporaneamente al suo omologo americano Stanley Jordan. La sua musica è una combinazione di molti elementi che vanno dal jazz al folklore della Crimea, turco e dell'area balcanica.

Infine, la grande festa di chiusura che certamente trascinerà il pubblico nella danza, quando sul palco arriverà l'esclusiva "Band of Gypsies" formata dai tredici musicisti e cantanti del Taraf de Haidouks e dai i tredici membri della macedone Kocani Orkestar. Due orchestre che sono senza dubbio i più famosi ed emblematici gruppi zingari dei Balcani. Il nome di questo progetto, Band Of Gypsies, ha tra i suoi molteplici riferimenti anche quello a uno degli album seminali della discografia del Taraf de Haidouks, in cui per la prima volta le due orchestre collaboravano in tre brani. Questa volta il progetto è ancora più folle, perché tutti i pezzi del nuovo repertorio sono scritti, arrangiati ed eseguiti da un impressionante banda di 26 elementi che esplora tutti i contrasti e le trame musicali delle due bande. Il vortice di infuocato violini, cimbali e fisarmoniche del Taraf de Haïdouks è impegnato in combinazioni emozionanti con il potente funk di ottoni e percussioni della Kocani Orkestar. I brani si muovono tra musica tradizionale della campagna rumena, sonorità urban-pop, ballate medievali, ispirazioni orientali, influenze turche, ma anche musica da film di Bollywood. Elementi provenienti da tutto il territorio balcanico, dalla Romania alla Macedonia, dalla Serbia alla Bulgaria, il tutto intrecciato accordi potenti e sofisticati.

Nel Chiostro dell'ex Convento dei Domenicani si conclude la mostra di taccuini di viaggio di Sebi Tramontana "Unfolding Story #6", la collettiva fotografica "Gente di Jazz", con opere di Giovanni Albore, Andrea Boccalini, Gianni Cataldi, Enzo Paparella, Domenico Tattoli, Cosmo Laera; e “Note di Talos” della fotografa Maria Pansini.


Realizzato dal Comune di Ruvo di Puglia con il sostegno di Regione Puglia, Provincia di Bari, Puglia Promozione, Pro Loco Ruvo di Puglia, Associazione Terra Gialla, GAL Murgia Più, Parco Nazionale dell'Alta Murgia, e il supporto di piccoli ma fondamentali sponsor privati, il Talos Festival si ripresenta nella sua antica veste di traino culturale del territorio, veicolo delle tradizioni musicali pugliesi su scala internazionale e motore di sperimentazione di nuovi linguaggi.

Il Festival offre anche quest'anno una efficace offerta integrata di servizi e opportunità per il pubblico, grazie al supporto di enti quali il Parco Nazionale dell'Alta Murgia, il GAL Murgia Più, l'agenzia regionale Puglia Promozione, l'ASCOM ConfCommercio di Ruvo di Puglia, l'Associazione Esercenti Associati per il Turismo (EAT Ruvo di Puglia), l'Associazione Turistica Pro Loco, il Gruppo speleologico ruvese e l'ASD Talos Bike, l'Associazione Italiana di Gastronomia Storica, l'Associazione CampeRuvo (info su www.talosfestival.it)

Media partner del Talos Festival sono Ruvodipugliaweb e Il Tacco di Bacco.
Info e programma www.talosfestival.it

Ultimo aggiornamento Martedì 17 Settembre 2013 10:31