GIORGIO NAPOLITANO A CONVERSANO

Domenica 06 Novembre 2011 12:13 Francesco Russo
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Coesione sociale, spirito di sacrificio, equità, riavvicinamento delle parti politiche per il futuro dell’Italia: non usa mezzi termini il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, intervenuto ieri a Conversano in occasione della celebrazione per il novantesimo dall’uccisione di Giuseppe Di Vagno, deputato del Partito socialista, barbaramente freddato da squadristi fascisti a Mola di Bari il 25 settembre 1921.Nella giornata conclusiva della sua visita in Puglia, Napolitano ha fatto il suo ingresso nel Palasangiacomo alle 11 circa, accolto da grandi applausi e standing ovation di tutti i presenti, tra cui i ragazzi delle scuole con bandierine tricolori in festa e autorità civili, religiose e militari della regione: tra gli altri il Ministro Raffaele Fitto, il vicepresidente della Camera dei Deputati Leone, il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, il Presidente della Provincia di Bari Francesco Schittulli, il Sindaco di Conversano Giuseppe Lovascio, il Vescovo di Conversano-Monopoli Mons. Domenico Padovano.

 

La manifestazione è cominciata con la proiezione di un docufilm “Lutto di civiltà” in cui il regista Ferrandini ha ricostruito col linguaggio della fiction gli ultimi momenti della vita di Di Vagno. È seguito il momento dei saluti e del ricordo del primo martire antifascista: il Sindaco di Conversano Lovascio ha ringraziato il Capo dello Stato per l’onore di aver visitato Conversano, ponendo la città come garante della concordia, della pace, della verità in politica, del ripudio della violenza, poiché «un’ingiustizia contro gli altri è ingiustizia contro se stessi» - ha detto Lovascio, salutando inoltre Gianvito Mastroleo, presidente della Fondazione Di Vagno, promotrice dell’iniziativa, e la famiglia Di Vagno; Schittulli ha sottolineato l’operosità di Conversano e della provincia di Bari, che affondano le radici nella grande tradizione civica, culturale e religiosa e richiamato all’urgenza di azioni politiche condivise e un’attività istituzionale serena. Vendola, in apertura di intervento ricordando la tragedia di Genova, ha richiamato il valore di Di Vagno, traendone la necessità di una politica che deve difendere il suo territorio. Gianvito Mastroleo, presidente della Fondazione Di Vagno, dopo un minuto di silenzio per le vittime dell’alluvione in Liguria, ha ricordato con commozione il profilo umano, politico e istituzionale del deputato conversanese, indirizzando la sua personale gratitudine a Napolitano per la sua presenza, «con Lei l’Italia potrà farcela, l’Italia ce la farà», sostendendo in particolare il bisogno di una politica che torni al suo livello di dignità e nobiltà e misure di aiuto ai giovani del Sud. Non è mancato l’intervento del mondo della scuola, rappresentato dalla studentessa del Liceo Classico “Domenico Morea” di Conversano, Marianna Zito, che ha riportato i risultati di una ricerca comune su Di Vagno e richiamato i 150 anni di vita dell’istituto scolastico; ne è seguita la trattazione storica a cura del prof. Leonardo Rapone, ordinario di Storia contemporanea presso l’Università della Tuscia.

 VIDEO EVENTO ESCLUSIVO realizzato Redazione GR RADIO ONDA NETWORK

La chiosa è stata affidata al Capo dello Stato, grato per l’accoglienza riservatagli dalla Puglia e dalla Terra di Bari e memore della figura di Giuseppe Di Vagno, «martire della lotta e dell’impegno democratico»: dalla memoria e condanna del Fascismo è scaturito il rifiuto della violenza, ma – ha avvertito Napolitano – si esige «una vigilanza continua» contro i «rischi di scivolamento» sempre in agguato. Poi l’ammonimento, espresso con voce forte e chiara, della necessità di una coesione sociale e slanci di rinnovamento in un momento di crisi grave e preoccupante: «bisognerà rivedere e cambiare molte cose nel modo di governare, lavorare, di vivere e comportarci» - ha detto Napolitano – richiamando come soluzioni lo spirito di sacrificio e l’equità nella distribuzione dei pesi e carichi sul tessuto sociale. «L’Italia non può ritrovare la sua strada – ha continuato il Capo dello Stato – in un clima di guerra politica», affermando la necessità di un riavvicinamento tra le parti politiche contrapposte, che non vuol dire perdere o confondere le diverse identità. In chiusura il pensiero al Mezzogiorno, per il quale è urgente far scattare qualcosa di nuovo per il bene dell’Italia intera, e alle nuove generazioni, custodi di quell’energia necessaria per far ripartire il Paese a cui non far mancare incoraggiamento e messaggi di speranza.

Ultimo aggiornamento Domenica 06 Novembre 2011 19:18