Riporta la data di sabato 6 giugno la lettera scritta dal vescovo di Conversano-Monopoli Mons. Giuseppe Favale a ragazzi e giovani, parroci ed educatori e famiglie in procinto dell’inizio dell’estate, segnata certamente dai postumi della pandemia da coronavirus e dal necessario ripensamento delle attività ludiche e oratoriali per rispondere al bisogno di svago e di spensieratezza che anche l’estate 2020 porta con sè, soprattutto dopo mesi di chiusura e di limitazioni delle attività sociali.

Da Mons. Favale l’indicazione di un’estate alternativa e l’appello a parroci, educatori e famiglie a cooperare per il bene dei ragazzi e dei giovani e a progettare iniziative pur nel rispetto delle norme e delle indicazioni del Governo e della Conferenza Episcopale Italiana. Di seguito il testo del vescovo:

Carissimi ragazzi e giovani, carissimi parroci ed educatori, carissime famiglie,

desidero raggiugervi con questo messaggio per dirvi in tutta semplicità che vi sono vicino con l’affetto di padre e di amico.

Confesso che dal primo momento in cui è iniziata l’emergenza che ha bloccato tutto, chiudendoci in casa, il pensiero è corso a voi, cari ragazzi, costretti a imbrigliare la vostra esuberanza e la vostra vivacità tra le mura domestiche. Da un momento all’altro è cambiato tutto nella vostra vita. La scuola, la parrocchia, gli amici, le attività sportive, improvvisamente tutto si è fermato. E non è stato facile per voi rinunciare a tutto questo! Avete dovuto faticare non poco ad obbedire ai vostri genitori che vi chiedevano di restare in casa. Ora, grazie a Dio, siamo ripartiti e la ripresa la stiamo affrontando con coraggio e voglia di vincere la battaglia. Ce la faremo, ne sono certo! Ce la farete soprattutto voi, ragazzi, perché siete ricchi di tante potenzialità, che se ben guidate possono non solo far crescere voi ma anche migliorare la vita di noi adulti. A tutti auguro una buona conclusione dell’anno scolastico, per raccogliere il frutto del vostro lavoro che – statene certi – consoliderà il vostro percorso formativo, importante non solo per la crescita culturale ma anche umana.

Guardiamo ora all’estate ormai alle porte! Un’estate per molti aspetti diversa dalle altre, per i necessari limiti che ancora condizionano il nostro ritrovarci insieme. E questo anche nelle parrocchie. Da anni, infatti, le nostre comunità sono in prima linea nel programmare iniziative che diventano occasione per un’estate alternativa, rispetto al tran tran delle vacanze all’insegna del solo divertimento. Penso ai campi scuola diocesani e parrocchiali (quelli non associativi e quelli associativi con l’Agesci, con l’Azione Cattolica…), alle vacanze in montagna o al mare con il gruppo, all’oratorio (Anspi, Salesiani …) e al Grest: tutti momenti attesi e desiderati dai parroci, dagli educatori e dalle famiglie e soprattutto dai ragazzi, momenti che ogni volta hanno lasciato ricordi indelebili nel cuore dei partecipanti. Purtroppo per questo anno non potremo avere tali attività di massa, almeno nelle forme solite.

Tenendo presenti le disposizioni offerte sia dalle autorità civili sia dagli Uffici nazionale e regionale di Pastorale Giovanile, si potrebbero pensare piuttosto alcune esperienze estive segno. A questo proposito, invito gli educatori, insieme ai parroci, a prendere visione del Progetto delle Chiese di Puglia “Apriamo per ferie”, che dà un volto pugliese al progetto CEI (http://www.orapuglia.it), e offre degli ottimi spunti per progettare il lavoro. Inoltre, sul sito http://giovani.chiesacattolica.it/aperto-per-ferie/ si possono trovare documenti, indicazioni per la sicurezza, proposte, schede per la preghiera e per i giochi, materiale per la formazione degli animatori, indispensabili per potersi muovere in tutta sicurezza.

Al di là di quanto si potrà realizzare alla luce della normativa, chiedo a voi educatori di continuare ad industriarvi per far sentire alle famiglie e agli stessi ragazzi la vicinanza materna della Chiesa, che si prende cura di tutti i suoi figli, in particolar modo dei più piccoli. Nelle passate settimane siamo rimasti tutti impressionati dalla fantasia pastorale – a volte perfino esagerata! – con cui si è affrontata l’emergenza, arrivata come un fulmine a ciel sereno. L’uso degli strumenti social ha creato reti di collegamento che hanno permesso a tanta gente di non sentirsi sola. Credo che tale fantasia debba continuare a produrre i suoi frutti anche nell’ambito delle esperienze pastorali estive.

Ciò che però vi chiedo, cari educatori, è che tutto nasca da un grande amore verso i ragazzi, perché solo un amore appassionato mette in moto i meccanismi genuini della fantasia pastorale. Una fantasia comunque che deve sempre fare i conti con la sicurezza.

In semplicità, io mi permetto di suggerire alcuni percorsi che potete sviluppare nella programmazione, insieme al materiale che troverete nei siti sopra indicati. Investire ad esempio sull’esperienza del raccontarsi, condividendo i diversi momenti vissuti sino ad ora all’interno della famiglia; utilizzare le capacità artistiche dei ragazzi, trasformando in immagini i sentimenti del vissuto quotidiano; provocarli ad una descrizione del loro rapporto con Dio, facendo emergere quelle che sono le radici esistenziali, se ci sono, della loro preghiera; rileggere anche le esperienze estive del passato per coglierne i valori che sono stati trasmessi. È chiaro che un supporto per il vostro lavoro lo potete sempre trovare nell’Ufficio diocesano per la Pastorale giovanile, che è a disposizione per ulteriori chiarimenti. Allo stesso Ufficio potrete inviare, per una condivisione, il materiale che produrrete, insieme ad idee, esperienze, racconti, perché ci sia un arricchimento reciproco.

Coraggio, allora… ripartiamo per l’avventura estiva! Non impressionatevi, cari educatori, delle difficoltà, anzi affrontatele con la tenacia con cui avete superato tutte le altre. Offrite la vostra generosa disponibilità per testimoniare che lo Spirito del Signore sta agendo nella storia, anche in questi nostri tempi difficili, ed è Lui che, servendosi di voi operatori pastorali, fa sentire il calore dell’amore di Dio nelle vicende della nostra vita. A tutti voi dico grazie dal profondo del cuore. So bene che avete una grande passione, che vi porta a stare con i ragazzi, e lo fate anche in mezzo a sacrifici immani. Mettete ulteriormente a frutto i vostri talenti e vedrete che il Signore continuerà a compiere meraviglie attraverso di voi.

Anche alle famiglie voglio far giungere il mio saluto colmo di affetto e di sincera partecipazione al difficile momento che stanno vivendo con la crisi attuale. Non siete sole, care famiglie! Vicino a voi ci sono il Vescovo e i vostri Parroci, che vi accompagnano con la preghiera e con l’incoraggiamento, che nasce dalla certezza che Dio è con noi. A voi chiedo di continuare a fidarvi delle vostre parrocchie e a sentirvi parte viva e attiva di esse, offrendo anche la vostra collaborazione perché possano essere sempre più comunità che accolgono e servono nel nome del Signore. Ritorneremo certamente al cammino ordinario e sarà bello riascoltare le tante voci festose di piccoli e grandi che riempiranno le nostre chiese e i locali di ministero. Però, non possiamo ritornare come se nulla fosse accaduto! Sarebbe assurdo infatti che quanto vissuto non lasci traccia in noi. Ricchi dell’esperienza di questi mesi, dobbiamo tutti sentirci ancor più corresponsabili nel dare un volto nuovo al mondo in cui la Provvidenza ci ha posti a vivere. Sì, è possibile avere un mondo “più umano”, se lo vogliamo! Un mondo dove sono i valori che nascono dalla fraternità evangelica a guidare le scelte e non l’egoismo dei singoli o della collettività.

Affidando tutti al Cuore di Maria, Madre nostra, invoco sulla bella esperienza della pastorale dei ragazzi e dei giovani delle nostre comunità la benedizione del Signore“.

+ Giuseppe Favale – Vescovo di Conversano-Monopoli

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