Un’attenzione al mondo animale e alle difficoltà del mondo agricolo e zootecnico incrocia ogni 17 gennaio, festa di S. Antonio Abate a Putignano la tradizione del Carnevale, che prende avvio con la cadenza dei suoi riti: il primo di questi è proprio la benedizione degli animali domestici e in particolare delle stalle da 21 anni, da quando il “morbo della mucca pazza” mise a rischio la vita già difficile degli allevatori e che oggi la pandemia ha posto ulteriormente in ginocchio. Furono Matteo Campanella e il compianto Pasquale Tria ad inventarsi il rito della benedizione della stalla, inserito dalla Fondazione Carnevale all’inizio del programma della nostra kermesse. Ieri, dopo una tappa presso la masseria della famiglia Losavio a cura della Coldiretti, l’evento si è svolto a cura della Copagri presso l’Azienda agricola “La Querceta” della famiglia Gigante, alla presenza delle autorità cittadine (la sindaca Luciana Laera, il presidente del consiglio comunale Michele Vinella, il presidente della Fondazione Maurizio Verdolino, il vicesindaco e assessore all’agricoltura Sandro D’Aprile e la consigliera Angela Fontana) e di don Peppe Recchia, arciprete parroco di San Pietro, che ha impartito la benedizione. A partecipare anche l’assessore regionale all’Agricoltura Donato Pentassuglia e il consigliere e presidente della IV Commissione regionale Agricoltura Francesco Paolicelli.

Nella prima mattinata, come da tradizione, in Piazza Plebiscito non è mancata la benedizione degli animali con la partecipazione della sezione putignanese della Lega per la difesa del cane di Putignano, animata da Irene Troilo. A condire l’iniziativa di motti e performance in rima la maschera di Farinella, interpretata da Dino Parrotta.

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