C’è una nuova puntata nella querelle che vede protagonisti i soci della Pro Loco di Putignano, che vive un momento di impasse per il “braccio di ferro” relativo all’annullamento delle elezioni di giugno scorso, come disposto dal Collegio dei Probiviri dell’UNPLI regionale, che ha demandato come da prassi la decisione alla presidenza regionale della federazione delle pro loco pugliesi nel merito di un commissariamento o di nuove elezioni. Non si è fatta attendere la replica, dopo le dichiarazioni inviate alla stampa da Luigi Cino, eletto alla presidenza della Pro Loco, dei soci che hanno contestato irregolarità nelle procedure di convocazione e di operazioni di voto, mediante il loro legale Avv. Stefano Maria Sisto, di cui riportiamo il comunicato pervenuto in redazione in data odierna.

Invio la presente per conto e nell’interesse dei miei assistiti, soci della Pro Loco di Putignano, con riferimento alle dichiarazioni rilasciate dall’ex presidente Luigi Cino al fine di precisare alcune questioni di carattere giuridico riportate in maniera imprecisa dallo stesso.

Il provvedimento di annullamento delle elezioni tenutesi in data 14.6.2020 non necessita di alcuna conferma da parte del direttivo della Pro Loco regionale. Infatti, lo stesso è stato adottato dal Collegio dei Probiviri regionale che è l’organo competente a pronunciarsi su tali questioni. Come si legge nella stessa pronuncia che ha comportato il decadimento automatico del presidente, del direttivo, del collegio dei probiviri e di quello dei revisori, al presidente regionale, tenendo sempre conto della pronuncia di annullamento, spettano altre decisioni relative ad esempio ad un eventuale commissariamento dell’associazione locale. L’annullamento delle elezioni, pertanto, è definitivo e non necessita dell’approvazione di alcuno. Inoltre, le decisioni del Collegio dei Probiviri regionale, in base al Regolamento regionale sul funzionamento delle Pro Loco, sono inappellabili e quindi definitive residuando la sola ipotesi di ricorrere all’Autorità giudiziaria che con i miei assistiti stiamo valutando di adire anche per altre circostanze. Peraltro, è la seconda volta che gli organi regionali intervengono e stravolgono le decisioni illegittime della Pro Loco locale tant’è che a marzo scorso il presidente regionale ha annullato l’espulsione di quattro soci disposta dall’allora presidente, ritenendola illegittima.

Quanto ai motivi che hanno portato l’organo regionale all’annullamento delle elezioni, nella pronuncia vengono riscontrate puntualmente e precisamente le irregolarità evidenziate nel ricorso, ovvero l’assenza in sede di votazioni del componente regionale individuato dal presidente regionale che doveva presiedere le operazioni di voto al fine di garantirne la regolarità, il mancato rispetto dei termini per la comunicazione di convocazione delle votazioni, persino il mancato riconoscimento in capo ad alcuni soci del diritto a candidarsi.

Quanto alle presunte motivazioni politiche che avrebbero spinto i miei assistiti a presentare ricorso, non possono che essere categoricamente smentite avendo gli stessi per anni prestato a titolo di volontariato il loro prezioso contributo in favore della comunità locale. La loro decisione di esperire ricorso, invece, è derivata esclusivamente dall’impossibilità di accettare una gestione approssimativa e atipica di un’associazione che può e deve costituire un importante punto di riferimento per il turismo locale e la valorizzazione del territorio”.

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