Riceviamo e pubblichiamo:

Sono passate poco più due settimane dal rientro in classe, e nelle scuole la situazione peggiora di giorno in giorno. Non c’è plesso che non abbia docenti assenti per Covid, situazione che si aggrava per la scuola dell’infanzia e quella primaria. Durante il periodo natalizio sono state formulate delle nuove norme che anziché facilitare il lavoro hanno generato più caos: i dirigenti sono in difficoltà a causa dell’aumento della burocrazia e non hanno supplenti per coprire le classi.

«Dal 15 dicembre c’è l’obbligo vaccinale per i docenti, non abbiamo dati ufficiali su quanti siano i docenti non vaccinati in Puglia, è un dato di fatto però, che sono aumentate le supplenze, perché oltre alle normali assenze, ci sono quelle che riguardano i docenti sospesi a causa della mancanza di vaccinazione (anche qui il monitoraggio è ancora in corso) e quelli che si sono messi in aspettativa. Nelle scuole d’infanzia e nelle primarie la carenza di docenti era già evidente ad ottobre. Adesso il problema è ampliato. Registriamo una sofferenza soprattutto di questi due ordini di grado. I dirigenti non riescono a coprire le classi, non ci sono supplenti e così viene meno la garanzia del diritto alla studio», denuncia Vito Carlo Castellana, coordinatore provinciale Gilda degli Insegnanti di Bari e dirigente nazionale.

Molti istituti stanno scorrendo le graduatorie e sono arrivati a chiamare anche gli studenti dei corsi universitari di Scienze della Formazione Primaria e alla MAD (messa a disposizione, n.d.r.): «una pratica rara al Sud più comune nel Nord Italia», commenta Castellana.

La situazione peggiora per i casi più sensibili che necessitano di più attenzione. «Siamo nel caos totale – racconta Teresa Corriero, docente di sostegno di una scuola primaria a Modugno le colleghe di sostegno positive non riescono ad essere sostituite da supplenti equando è possibile si risolve con l’utilizzo di docenti in contemporaneità».

«Non è bello dover dire “l’avevamo detto”, ma il problema delle classi affollate e del reclutamento è atavico. Manca una visione a medio e lungo termine e ci sono scarsi investimenti. É ridicolo pensare che si risolva tutto con l’areazione dei locali. In inverno, alunni e docenti in questo modo non si ammalano di covid, ma dei malanni stagionali. Nell’immediato, a livello locale chiediamo che la Regione mantenga quanto promesso lo scorso anno, tracciamento dedicato alle scuole e tamponi, l’attivazione dei TOSS (Team operatori sanitari scolastici) dei quali non c’è neanche l’ombra. Un’ulteriore soluzione sarebbe uno screening periodico con cadenza bisettimanale da effettuarsi con tamponi rapidi sulla popolazione scolastica e la fornitura di mascherine FFP2», conclude Vito Carlo Castellana, coordinatore provinciale Gilda degli Insegnanti di Bari e dirigente nazionale.

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